Tra due Respiri


Ci sono momenti dell’anno che non fanno rumore.
Non arrivano all’improvviso.
Non segnano un inizio netto.

Eppure… si sentono.

Sono giorni sottili, quasi sospesi,
in cui qualcosa sta finendo
e qualcosa sta già iniziando,
anche se ancora non si vede.

Siamo lì.
In quella soglia.

Tra un respiro che si chiude
e uno che si prepara ad aprirsi.


La primavera non arriva mai all’improvviso.
Si annuncia.

Prima nel corpo.
Poi nell’aria.
Poi nella luce.

C’è un momento in cui iniziamo a percepire 
un movimento diverso,
una leggerezza nuova,
un richiamo sottile che non sappiamo spiegare.

Non è ancora visibile,
ma è già reale.

È il tempo che cambia direzione,
prima ancora che il mondo lo mostri.


Ed è per questo che ci sentiamo così.

Non è solo l’arrivo della primavera.
È la fine di un ciclo.

Un intero anno naturale
sta completando il suo respiro.

Un tempo lungo, silenzioso, profondo,
che ha attraversato l’autunno,
si è raccolto nell’inverno,
e ora si prepara a trasformarsi.

Stiamo arrivando alla soglia 
dell’equinozio di primavera,
quel momento in cui la luce e l’ombra
si incontrano in perfetto equilibrio
e un nuovo ciclo può iniziare.


E in questo spazio sospeso
ci viene chiesto qualcosa di semplice
e allo stesso tempo profondissimo:

fermarsi.

Non per restare indietro,
ma per restare presenti.

Perché ogni nascita
ha bisogno di un punto di equilibrio.


La vita non nasce nel movimento.
Nasce nell’equilibrio.

Nel momento esatto in cui la luce e l’ombra
si incontrano senza prevalere.

In quel punto silenzioso,
invisibile,
ma perfettamente vivo.

È lì che qualcosa si riallinea.
È lì che qualcosa può emergere.


E forse è proprio questo
il senso di questi giorni:

non correre verso il nuovo,
ma creare lo spazio 
perché il nuovo possa arrivare.

Lasciare andare ciò che si è concluso.
Senza trattenerlo.
Senza forzarlo.

Permettere al respiro di svuotarsi,
prima di riempirsi di nuovo.


Perché ogni ciclo che inizia
ha bisogno di uno spazio vuoto.

E ogni nuova direzione
nasce da un momento di ascolto.


Siamo alla fine di un anno invisibile,
e sull’inizio di uno nuovo.

Siamo su una soglia.
E possiamo attraversarla con presenza.

Senza fretta.
Senza dover capire tutto.

Solo riconoscendo
che qualcosa dentro di noi
sta già cambiando.


Queste parole nascono dall’osservazione 
del Tempo Naturale,
quel ritmo vivo che attraversa 

la natura e anche noi.

Nel libro “I Codici del Tempo Naturale
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto, 

compreso e vissuto nel quotidiano.

Buon cammino,
Barbara


Informazioni su Barbara

La cura per tutti i mali e i torti, le ansie, le sofferenze e i crimini dell'umanità sta in una sola parola: "amore". È la divina vitalità che produce e nutre la vita. A ciascuno e a tutti noi da il potere di fare miracoli se lo vogliamo. Lydia Ch

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