Giorno 8 di 365


Il Tempo della Fede

Siamo al giorno 8 di 365.
Solo otto passi dentro un nuovo ciclo.

Eppure, dentro di noi, qualcosa chiede già risposte.
Qualcosa osserva, misura, valuta.
Qualcosa vorrebbe sapere
dove stiamo andando,
cosa accadrà,
se ciò che abbiamo iniziato porterà davvero frutto.

È qui che la fede diventa necessaria.

La natura ce lo mostra con semplicità disarmante.

Quando un seme viene affidato alla terra,
non accade nulla di visibile.
All’esterno tutto sembra immobile, silenzioso, fermo.

Eppure, sotto la superficie,
la vita sta lavorando.

Il seme si apre.
Si trasforma.
Risponde a un disegno che non possiamo vedere.

Se ogni giorno andassimo a scavare la terra
per controllare se sta germogliando,
interromperemmo il processo.
Romperemmo ciò che sta nascendo.

E non sapremmo mai che cosa quel seme avrebbe potuto diventare.


Il Tempo è un Dono Vivo

Il tempo è energia.
È il campo invisibile in cui la nostra natura divina
può fare esperienza nella materia.

Quando veniamo al mondo,
ci viene affidata una quantità di tempo.

Nessuno sa quanto.
Nessuno può misurarlo davvero.

Ed è proprio questo mistero
che rende il tempo sacro.

Non è qualcosa da riempire.
È qualcosa da onorare.

Ogni giorno è un frammento di vita
che chiede di essere vissuto con presenza.

Ogni gesto, ogni scelta, ogni direzione
è il modo in cui utilizziamo il tempo che ci è stato donato.

E da come lo utilizziamo
nasce il valore che ritorna a noi.


La Fede come Atto Naturale

Avere fede
non è credere in qualcosa di lontano.

È restare nel processo
anche quando ancora non vediamo il risultato.

È continuare a nutrire
ciò che abbiamo sentito vero
nel momento in cui lo abbiamo iniziato.

Siamo solo al giorno 8.

È un tempo ancora giovane.
Un tempo che non chiede risultati,
ma radici.

La natura non ha fretta.
Eppure compie ogni cosa.

Il seme non dubita della sua fioritura.
Non anticipa.
Non forza.
Non si confronta.

Accade.


Il Tempo per Fidarsi

Questo è il tempo per fidarsi del processo.
Per restare nel gesto quotidiano.
Per nutrire ciò che è stato seminato
senza volerlo già vedere compiuto.

Possiamo chiederci:

Dove stiamo scavando troppo presto?
Dove cerchiamo risposte invece di presenza?
Dove possiamo semplicemente continuare a nutrire?

C’è un’intelligenza più grande
che opera attraverso il tempo.

Un disegno che si rivela
solo a chi resta.


Siamo al giorno 8 di 365

Abbiamo iniziato.
Abbiamo seminato.
Ora il tempo ci chiede un’altra qualità:

la fede.

Quella che non ha bisogno di vedere
per continuare a camminare.

Quella che riconosce
che ogni cosa ha il suo ritmo,
e che la vita sa esattamente
come fiorire.

Buon cammino,
Barbara


Informazioni su Barbara

La cura per tutti i mali e i torti, le ansie, le sofferenze e i crimini dell'umanità sta in una sola parola: "amore". È la divina vitalità che produce e nutre la vita. A ciascuno e a tutti noi da il potere di fare miracoli se lo vogliamo. Lydia Ch

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