Dove nasce un cammino


Ogni viaggio ha un inizio. Non è soltanto il primo passo a renderlo tale, ma la qualità del tempo in cui quel passo viene compiuto. Da sempre l’essere umano ha cercato di comprendere questo mistero, e il calendario runico lo racconta attraverso un antico linguaggio fatto di simboli, natura e cicli della vita.

Nell’articolo precedente abbiamo scoperto che le rune possono essere osservate come un antico linguaggio del Tempo. Abbiamo visto come, per le antiche popolazioni del Nord Europa, esse non fossero semplicemente lettere o strumenti divinatori, ma simboli capaci di custodire le grandi forze della natura e dell’esistenza.

Ora, però, è arrivato il momento di metterci in cammino.

Anche se ci troviamo ormai alle soglie della quarta runa dell’anno, desidero tornare all’inizio. Ogni viaggio acquista infatti un significato più profondo quando comprendiamo da dove è partito. Lo stesso accade con il calendario runico: prima di lasciarci accompagnare dalle qualità del Tempo che attraverseremo nei prossimi mesi, è importante osservare le prime tre tappe che aprono ogni nuovo ciclo.

La cosa sorprendente è che queste tre rune non raccontano soltanto l’inizio dell’anno runico. Raccontano il modo in cui nasce ogni cammino. Ogni progetto, ogni relazione, ogni trasformazione interiore e persino ogni nuova consapevolezza sembrano attraversare lo stesso ritmo: ricevono una possibilità, trovano la forza per incarnarla e, infine, incontrano una prima soglia che ne rivela la solidità.

È questa la storia che il calendario runico custodisce fin dal suo inizio.


Il primo dono — Fehu

29 giugno – 13 luglio

Ogni cammino inizia sempre da qualcosa che riceviamo.

Può essere un’intuizione improvvisa, un incontro capace di cambiare la direzione della nostra vita, un desiderio che fino a quel momento era rimasto in silenzio oppure una possibilità che si presenta senza essere stata cercata. Qualunque forma assuma, ogni nuovo inizio porta con sé un seme che ci viene affidato e che chiede di essere accolto prima ancora di essere compreso.

È proprio questa la qualità del Tempo che il calendario runico esprime attraverso Fehu.

Non è un caso che il viaggio cominci qui. Siamo appena oltre il Solstizio d’Estate. La luce ha raggiunto il suo culmine e, pur iniziando lentamente a diminuire, la natura continua a manifestare tutta la sua abbondanza. I prati sono verdi, gli alberi sono colmi di vita e i campi custodiscono già la promessa del raccolto.

Nella tradizione nordica Fehu era associata al bestiame, la ricchezza più preziosa per le antiche comunità germaniche. Non si trattava di una ricchezza da accumulare, ma di una ricchezza viva, capace di nutrire, muoversi, crescere e generare altra vita. È proprio questa immagine che rende Fehu così significativa: ogni dono ricevuto possiede valore soltanto quando continua a circolare.

Osservando la natura comprendiamo che questo principio è ovunque. Nessun raccolto nasce senza un seme. Nessun albero cresce senza una piccola gemma. Nessuna trasformazione prende forma senza che la vita affidi qualcosa alle nostre mani.

Ogni cammino, prima di essere una conquista, è un dono.


La forza prende forma — Uruz

14 luglio – 28 luglio

Ricevere un dono, tuttavia, rappresenta soltanto l’inizio del viaggio. Ogni possibilità ha bisogno di essere accolta, nutrita e lentamente trasformata in qualcosa di reale. È questo il passaggio che il calendario runico racconta attraverso Uruz.

Il suo simbolo richiama l’uro, il grande bovino selvatico che abitava le foreste dell’Europa settentrionale. Era un animale possente, simbolo di forza primordiale, salute e vitalità, profondamente legato alla potenza della natura ancora indomata.

Con Uruz il dono ricevuto attraverso Fehu smette di essere soltanto una possibilità e inizia a prendere corpo. Le radici si approfondiscono, la volontà si rafforza e ciò che fino a poco prima era soltanto un’intuizione comincia lentamente a trovare una forma nella materia.

Anche la natura attraversa questo stesso movimento. Dopo l’esplosione luminosa dell’inizio dell’estate, la crescita prosegue con maggiore stabilità. I frutti si irrobustiscono, gli steli sostengono il loro peso e la vita inizia a consolidare ciò che è nato.

Ogni progetto conosce questo momento. Ogni sogno, se desidera diventare realtà, deve imparare ad abitare la concretezza. La forza di Uruz non è una forza che impone o domina, ma una forza che sostiene e permette alla vita di incarnarsi pienamente.


La prima soglia — Thurisaz

29 luglio – 12 agosto

Quando qualcosa ha iniziato a prendere forma, arriva inevitabilmente il momento della prima soglia.

È il tempo di Thurisaz, la qualità che stiamo attraversando proprio in questi giorni.

Nella tradizione nordica questa runa viene spesso associata ai giganti, alle spine e alla forza capace di proteggere e, nello stesso tempo, mettere alla prova. È un simbolo che invita al discernimento, ricordandoci che ogni crescita autentica incontra un momento in cui è chiamata a confrontarsi con la realtà.

Anche la natura racconta questa stessa storia. Ci troviamo nel tempo del primo raccolto, quando diventa evidente che non tutto ciò che è stato seminato è già maturo. Alcuni frutti sono pronti per essere raccolti, altri hanno ancora bisogno di tempo. La vita stessa sembra distinguere ciò che può proseguire il proprio cammino da ciò che necessita ancora di maturazione.

Thurisaz rappresenta proprio questa soglia. Non una porta che si chiude, ma un luogo di consapevolezza in cui siamo invitati a osservare con sincerità ciò che possiede radici sufficientemente profonde per continuare a crescere e ciò che, invece, ha bisogno di essere trasformato o semplicemente lasciato maturare.

Ogni nascita attraversa questo passaggio. Ogni progetto, ogni relazione e ogni cambiamento interiore incontrano, prima o poi, il momento in cui la crescita chiede di essere confermata attraverso una scelta.

È in questa soglia che il cammino diventa realmente nostro.


Ogni cammino racconta la stessa storia

Osservando queste tre qualità del Tempo ci accorgiamo che il calendario runico racconta molto più dell’inizio di un nuovo anno.

Racconta una legge della vita.

Ogni esperienza nasce da un dono, cresce trovando la forza di incarnarsi e, prima di proseguire, attraversa una soglia che ne rivela la solidità. Questo ritmo appartiene alla natura, ma appartiene anche a noi. Lo ritroviamo ogni volta che iniziamo qualcosa di nuovo, ogni volta che scegliamo di cambiare direzione o di dare forma a un’intuizione.

È forse proprio questo il motivo per cui le rune continuano ancora oggi a parlarci. Non raccontano semplicemente il passato né appartengono soltanto a un’antica tradizione nordica. Attraverso il loro linguaggio simbolico continuano a ricordarci che la vita segue ritmi precisi e che ogni tempo possiede una qualità unica.

Quando impariamo a riconoscere queste qualità, smettiamo di vivere il tempo come una semplice successione di giorni e iniziamo ad attraversarlo con maggiore consapevolezza.


Il cammino continua…

Tra pochi giorni entreremo nel Tempo di Ansuz.

Dopo aver ricevuto un dono, avergli dato forza e aver attraversato la prima soglia, qualcosa diventa finalmente pronto a esprimersi. Ansuz è il tempo del soffio, della parola, dell’ispirazione e della comprensione. È il momento in cui ciò che abbiamo vissuto comincia a trovare una voce e può essere condiviso con il mondo.

Sarà da lì che riprenderemo il nostro viaggio, lasciandoci accompagnare, una qualità del Tempo dopo l’altra, da questo antico linguaggio che le rune custodiscono da secoli e che continua ancora oggi a raccontare il dialogo profondo tra l’essere umano e la Natura.


Queste ricerche nascono dall’osservazione 
del Tempo Naturale, quel ritmo vivo che 
attraversa sia noi che la Natura.

Nel libro “I Codici del Tempo Naturale
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto, 

compreso e vissuto nel quotidiano.

Per camminare insieme nel Tempo Naturale
c’è il Canale Telegram del Movimento dell’Essere Naturale
dove ogni giorno pubblico la qualità del Tempo diversi
approfondimenti.


Buon Cammino con il Tempo Naturale
Barbara


Informazioni su Barbara

La cura per tutti i mali e i torti, le ansie, le sofferenze e i crimini dell'umanità sta in una sola parola: "amore". È la divina vitalità che produce e nutre la vita. A ciascuno e a tutti noi da il potere di fare miracoli se lo vogliamo. Lydia Ch

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