Quando il Tempo Trova una Voce


Ogni cammino attraversa un momento particolare. Dopo aver ricevuto un dono, avergli dato forza e aver superato la prima soglia, ciò che fino a quel momento è cresciuto nel silenzio sente il bisogno di essere espresso. Il calendario runico custodisce questo passaggio attraverso Ansuz, una qualità del Tempo che trasforma l’esperienza in comprensione e la comprensione in parola.

Nel precedente articolo abbiamo visto come ogni nuovo cammino attraversi tre passaggi fondamentali. Ogni trasformazione nasce da un dono, trova lentamente la forza per incarnarsi e incontra una prima soglia che ne mette alla prova la solidità. Questo movimento, raccontato dalle rune Fehu, Uruz e Thurisaz, non appartiene soltanto al calendario runico, ma accompagna ogni esperienza della nostra vita.

Con Ansuz il viaggio prosegue e il suo ritmo cambia.

Dopo aver attraversato la soglia rappresentata da Thurisaz, l’energia non è più rivolta soltanto alla crescita interiore. Ciò che è maturato comincia a cercare una forma attraverso cui manifestarsi. È come se il Tempo stesso desiderasse raccontare ciò che ha custodito fino a questo momento, trasformando il silenzio in una voce capace di creare nuove possibilità.

Per questo motivo Ansuz viene spesso associata alla comunicazione. Ridurla, però, alla semplice capacità di parlare sarebbe limitante. Questa runa ci ricorda che ogni parola autentica nasce molto prima di essere pronunciata: nasce dall’ascolto, dall’esperienza e dalla comprensione. Soltanto quando qualcosa è realmente maturato dentro di noi può trovare una voce capace di esprimere la sua verità.


Il Tempo Trova Voce – Ansuz

13 agosto – 28 agosto

Entrando nel Tempo di Ansuz ci troviamo nella seconda metà di agosto, un periodo dell’anno in cui la natura continua a offrire i suoi frutti, ma inizia anche a suggerire, quasi impercettibilmente, che una nuova fase si sta avvicinando. Le giornate si accorciano lentamente, la luce assume una qualità diversa e il primo raccolto lascia spazio a una maggiore consapevolezza di ciò che è realmente maturato.

È un tempo di passaggio, nel quale non siamo più chiamati soltanto ad agire, ma anche a comprendere il senso di ciò che abbiamo vissuto fino a questo momento. Ogni esperienza inizia lentamente a raccontare qualcosa di noi, e ciò che prima appariva come un semplice avvenimento può trasformarsi in un insegnamento.


Il simbolo originario

Nella tradizione runica Ansuz è strettamente legata a Óðinn, la grande figura della sapienza nordica. Secondo il mito, Odino ottenne la conoscenza delle rune soltanto dopo essere rimasto appeso per nove notti all’albero cosmico Yggdrasill, in un atto di sacrificio e di profondo ascolto. Le rune non gli furono donate come una ricompensa, ma si rivelarono quando la sua ricerca divenne sufficientemente profonda.

Questa immagine custodisce un insegnamento prezioso. La conoscenza autentica non nasce dall’accumulo di informazioni, ma dall’esperienza vissuta. È quando ciò che abbiamo attraversato trova finalmente un significato che può trasformarsi in parola, ispirazione e comprensione.

Nigel Pennick descrive Ansuz come la runa del soffio, della comunicazione e dell’ispirazione. Il respiro, prima ancora della voce, rappresenta il movimento invisibile che rende possibile ogni parola. In questo senso Ansuz non parla soltanto del linguaggio umano, ma di quella forza creatrice che permette all’invisibile di diventare visibile e al pensiero di prendere forma.


La qualità del Tempo

Ogni anno attraversiamo momenti in cui sentiamo il bisogno di fermarci e dare un nome a ciò che stiamo vivendo. Accade dopo una scelta importante, dopo un cambiamento, dopo un periodo intenso o quando qualcosa, lentamente, si chiarisce dentro di noi. È come se la vita ci invitasse a raccogliere i fili dell’esperienza per trasformarli in una comprensione più profonda.

Questa è la qualità del Tempo che Ansuz porta con sé.

Non ci invita a parlare di più, ma a lasciare che le parole nascano da un luogo autentico. Ci ricorda che ogni comunicazione possiede una forza creatrice e che il modo in cui raccontiamo la nostra esperienza contribuisce a darle forma.

A volte basta trovare la parola giusta per comprendere ciò che fino al giorno prima sembrava confuso. Altre volte è una conversazione, un libro, una frase ascoltata quasi per caso a permetterci di vedere con occhi nuovi qualcosa che era sempre stato davanti a noi.

Il Tempo di Ansuz ci ricorda proprio questo: quando siamo disponibili ad ascoltare, la vita trova molti modi per parlarci.


La Natura ce lo racconta così

Se osserviamo la natura in questo periodo dell’anno, possiamo accorgerci che tutto sembra raccontare lo stesso movimento.

I campi continuano a offrire il raccolto, ma il loro compito non è più soltanto quello di far crescere. I semi iniziano a prepararsi al viaggio, i frutti custodiscono già il futuro e la luce, pur rimanendo abbondante, cambia lentamente qualità.

La natura non trattiene ciò che ha maturato, ma lo offre.

Ogni frutto racconta la storia del seme da cui è nato. Ogni seme custodisce la possibilità di una nuova vita. È un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che potrà essere.

Anche noi, in questo tempo, siamo invitati a riconoscere quali esperienze siano ormai diventate saggezza e quali parole possano nascere da quella maturazione.


Camminare con questa qualità del Tempo

Vivere il Tempo di Ansuz significa concedersi il tempo dell’ascolto prima ancora di quello dell’espressione. Significa osservare ciò che sta maturando dentro di noi senza la fretta di trovare subito una risposta, sapendo che le parole più vere arrivano quando l’esperienza è pronta per essere condivisa.

Forse è proprio questa la qualità che questa runa desidera ricordarci: ogni voce autentica nasce da un lungo dialogo con il silenzio.

Quando impariamo ad ascoltare con attenzione ciò che la vita ci sta mostrando, anche il nostro modo di parlare cambia. Le parole smettono di essere soltanto suoni e diventano semi capaci di generare comprensione, relazione e trasformazione.


Uno sguardo sul cammino

Ogni parola autentica apre una strada.

Per questo motivo, dopo Ansuz, il calendario runico ci condurrà naturalmente verso Raidho, la runa del viaggio e del movimento consapevole.

Soltanto quando il Tempo ha trovato una voce possiamo riconoscere con maggiore chiarezza la direzione verso cui continuare il nostro cammino.

Ed è proprio lì che ci accompagnerà la prossima tappa di questo antico linguaggio del Tempo.


Queste ricerche nascono dall’osservazione 
del Tempo Naturale, quel ritmo vivo che 
attraversa sia noi che la Natura.

Nel libro “I Codici del Tempo Naturale
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto, 

compreso e vissuto nel quotidiano.

Per camminare insieme nel Tempo Naturale
c’è il Canale Telegram del Movimento dell’Essere Naturale
dove ogni giorno pubblico la qualità del Tempo diversi
approfondimenti.


Buon Cammino con il Tempo Naturale
Barbara


Informazioni su Barbara

La cura per tutti i mali e i torti, le ansie, le sofferenze e i crimini dell'umanità sta in una sola parola: "amore". È la divina vitalità che produce e nutre la vita. A ciascuno e a tutti noi da il potere di fare miracoli se lo vogliamo. Lydia Ch

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