Quando il Cammino Trova una Direzione


“Non ogni movimento è un cammino. Un cammino nasce quando il passo incontra una direzione e la direzione incontra il Tempo.”

Nel nostro viaggio attraverso l’antico linguaggio delle rune siamo arrivati a un passaggio particolarmente significativo. Abbiamo ricevuto qualcosa con Fehu, abbiamo trovato la forza per dargli forma attraverso Uruz, abbiamo attraversato la prima soglia con Thurisaz e, infine, con Ansuz abbiamo imparato ad ascoltare ciò che quell’esperienza aveva da raccontarci.

Ora qualcosa è pronto a muoversi.

Ciò che abbiamo riconosciuto dentro di noi cerca una direzione nella quale esprimersi nella vita. È qui che incontriamo Raido, la runa del viaggio, del movimento e del cammino.

Eppure Raido sembra raccontarci qualcosa di ancora più profondo del semplice mettersi in viaggio. Possiamo muoverci molto senza sapere realmente dove stiamo andando, così come possiamo conoscere perfettamente una destinazione e accorgerci che il nostro passo non è ancora accordato al tempo necessario per raggiungerla.

Un vero cammino nasce quando queste dimensioni si incontrano: direzione, movimento e ritmo.

Forse è proprio questo che il Tempo di Raido ci invita a osservare.


Periodo

29 agosto – 12 settembre

Il Tempo di Raido ci accompagna attraverso una delle trasformazioni più sottili dell’anno. Siamo ancora nell’estate, eppure qualcosa nella natura ha già iniziato a cambiare. Dal Solstizio d’Estate la luce diminuisce giorno dopo giorno e, avvicinandoci all’Equinozio d’Autunno, questo movimento diventa sempre più percepibile.

La natura comincia lentamente a orientarsi verso una nuova stagione.

Ci troviamo in quel particolare momento dell’anno in cui il raccolto continua, molti frutti raggiungono la maturazione e contemporaneamente iniziano i preparativi per ciò che verrà. Ciò che durante l’estate era rivolto soprattutto alla crescita comincia ora a trasformarsi in movimento, conservazione, dispersione dei semi, migrazione.

È come se la natura conoscesse già la direzione verso cui andare.

Ed è proprio dentro questo passaggio che incontriamo Raido.


Parola chiave

Direzione

Il viaggio è probabilmente l’immagine più immediata associata a Raido, ma la parola direzione ci permette di entrare ancora più profondamente nella qualità che questa runa custodisce.

Perché viaggiare significa certamente muoversi, mentre avere una direzione significa riconoscere un orientamento.

Possiamo attraversare molti luoghi, compiere moltissime azioni, riempire le nostre giornate e avere comunque la sensazione di essere fermi. Allo stesso modo, un piccolo passo compiuto nella direzione giusta può modificare completamente il nostro cammino.

Raido ci invita quindi a osservare il movimento attraverso una domanda più profonda: verso dove stiamo andando?


Il simbolo originario

Il nome Raido, nelle antiche lingue germaniche, è collegato all’idea del cavalcare, del viaggio e dello spostamento lungo una strada. La sua immagine originaria richiama quindi un movimento che conduce da un luogo a un altro, ma la simbologia della runa si è progressivamente arricchita anche del significato di ritmo, percorso e ordine del viaggio.

Nel lavoro di Nigel Pennick che stiamo seguendo, Raido appartiene a quel linguaggio attraverso cui il ciclo runico può essere letto anche come successione di qualità del Tempo. Il viaggio, osservato da questa prospettiva, diventa qualcosa di più di uno spostamento nello spazio: diventa la capacità di entrare in relazione con il ritmo del percorso.

Questa distinzione è importante.

Quando viaggiamo realmente, infatti, scopriamo presto che conoscere la destinazione rappresenta soltanto una parte del cammino. Dobbiamo anche incontrare le strade, i tempi, le deviazioni, le soste e gli imprevisti che appartengono al viaggio stesso.

Raido sembra custodire proprio questa antica sapienza: la direzione ci orienta, mentre il ritmo ci permette di percorrerla.


La qualità del Tempo

Forse una delle illusioni più diffuse del nostro tempo è pensare che, una volta compresa la direzione, sia necessario raggiungere velocemente la destinazione.

La natura ci racconta qualcosa di diverso.

Ogni processo possiede un proprio ritmo. Un frutto raggiunge la maturazione nel tempo necessario alla sua specie, una stagione arriva attraversando lentamente quella precedente e ogni trasformazione procede attraverso passaggi che possiedono una loro precisa sequenza.

Anche i nostri cammini funzionano così.

Ci sono momenti nei quali possiamo avanzare rapidamente e altri nei quali il movimento più importante consiste nel rallentare, osservare oppure modificare leggermente la rotta. A volte incontriamo deviazioni che inizialmente sembrano allontanarci dalla nostra destinazione e che, guardando indietro, riconosciamo come parte essenziale del viaggio.

Raido ci invita a riportare attenzione proprio qui: alla relazione tra il nostro passo e il Tempo che stiamo attraversando.

Dopo Ansuz abbiamo ascoltato, compreso e forse trovato parole nuove per raccontare ciò che stava maturando dentro di noi. Ora quella comprensione chiede di entrare nella materia della vita.

Una consapevolezza diventa realmente trasformativa quando modifica il modo in cui camminiamo.


La Natura ce lo racconta così

In questo periodo dell’anno possiamo osservare uno dei simboli più belli di questa qualità del Tempo: il movimento migratorio.

Per molte specie di uccelli, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno prende forma un lungo viaggio. Il cambiamento della luce, delle temperature e della disponibilità di nutrimento partecipa a un complesso insieme di segnali attraverso cui gli animali si preparano a spostarsi.

La migrazione diventa così un’immagine straordinaria di Raido.

Gli uccelli non partono semplicemente perché desiderano muoversi. Il loro viaggio appartiene a un ritmo più grande. Esiste un momento per restare e un momento per partire, una direzione da seguire e un percorso attraverso cui raggiungerla.

La stessa intelligenza attraversa continuamente la natura.

I semi viaggiano affidandosi al vento, all’acqua o agli animali; le acque seguono il territorio cercando la loro strada verso valle; la luce percorre ogni giorno un arco differente nel cielo mentre l’anno avanza verso la stagione successiva.

Ovunque osserviamo, troviamo movimento. Eppure il movimento della natura possiede quasi sempre una relazione con il Tempo.

Forse è questo uno degli insegnamenti più profondi che possiamo raccogliere da Raido: la vita conosce la differenza tra muoversi e andare.


Camminare con questa qualità del Tempo

Entrare consapevolmente nel Tempo di Raido può diventare un’occasione per osservare la direzione del nostro cammino.

Possiamo chiederci se le azioni che riempiono le nostre giornate ci stanno realmente avvicinando a ciò che sentiamo importante, oppure se una parte della nostra energia si sta disperdendo in movimenti che hanno perso il loro orientamento.

Possiamo anche osservare il nostro ritmo.

Forse sappiamo già verso dove desideriamo andare, mentre il Tempo ci sta insegnando una velocità diversa da quella che avevamo immaginato. Forse una strada sta chiedendo pazienza, oppure è arrivato il momento di compiere quel passo che abbiamo preparato a lungo.

Seguire il Tempo Naturale significa anche imparare questa forma di ascolto: riconoscere quando avanzare, quando rallentare, quando cambiare direzione e quando continuare a camminare con fiducia sulla strada scelta.

Raido ci ricorda che avere una direzione non significa conoscere in anticipo ogni tratto della strada. Significa possedere un orientamento abbastanza chiaro da poter incontrare ciò che il viaggio ci mostrerà.

Ed è proprio camminando che molte risposte diventano visibili.


Uno sguardo sul cammino

Il viaggio delle rune continua e, dopo Raido, incontreremo Kenaz.

Anche questa successione racconta qualcosa di profondamente umano.

Prima troviamo una direzione e iniziamo a percorrerla. Poi, lungo il cammino, abbiamo bisogno di una luce capace di illuminare ciò che incontriamo.

Kenaz porterà con sé l’immagine della torcia, del fuoco che rischiara e della conoscenza che permette di vedere con maggiore chiarezza. Ma quella luce acquista un significato diverso quando siamo già in viaggio, perché spesso comprendiamo ciò che abbiamo davvero bisogno di vedere soltanto dopo esserci messi in cammino.

Forse è per questo che Raido arriva proprio ora.

Dopo aver ricevuto, costruito, attraversato e ascoltato, il Tempo ci invita finalmente a procedere.

Non necessariamente più velocemente.

Più consapevolmente.

Perché ogni cammino possiede una direzione, ma è imparando ad accordare il nostro passo al Tempo che possiamo realmente riconoscerla.


Queste ricerche nascono dall’osservazione 
del Tempo Naturale, quel ritmo vivo che 
attraversa sia noi che la Natura.

Nel libro “I Codici del Tempo Naturale
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto, 

compreso e vissuto nel quotidiano.

Per camminare insieme nel Tempo Naturale
c’è il Canale Telegram del Movimento dell’Essere Naturale
dove ogni giorno pubblico la qualità del Tempo diversi
approfondimenti.


Buon Cammino con il Tempo Naturale
Barbara


Informazioni su Barbara

La cura per tutti i mali e i torti, le ansie, le sofferenze e i crimini dell'umanità sta in una sola parola: "amore". È la divina vitalità che produce e nutre la vita. A ciascuno e a tutti noi da il potere di fare miracoli se lo vogliamo. Lydia Ch

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