“Ogni cammino attraversa un momento in cui possiamo riconoscere ciò che abbiamo costruito, le relazioni che ci hanno accompagnato e il senso che unisce le esperienze vissute. È da questo riconoscimento che può nascere una gioia profonda: quella di sentirci parte di qualcosa che ha trovato il proprio equilibrio.“
Il nostro viaggio attraverso l’antico linguaggio delle rune ci ha condotti fino a Gebo, il Tempo nel quale abbiamo osservato il dono, la reciprocità e quella rete di relazioni attraverso cui la vita continua a circolare. Abbiamo riconosciuto quanto ogni esperienza sia intrecciata a ciò che riceviamo e offriamo, comprendendo che anche il nostro cammino personale prende forma attraverso gli incontri.
Ora, con Wunjo, raggiungiamo una tappa particolarmente significativa, perché questa runa conclude il primo Ætt, il primo gruppo di otto rune dell’antico Futhark.
È come arrivare alla fine di un tratto di strada e avere finalmente la possibilità di osservare il paesaggio attraversato. Ogni passo ha contribuito a costruire qualcosa, ogni esperienza ha aggiunto un elemento e ciò che all’inizio era soltanto una possibilità ha progressivamente trovato una forma, una direzione e un posto all’interno della nostra vita.
Wunjo custodisce simbolicamente questo momento di riconoscimento, attraverso una qualità del Tempo legata alla gioia, all’armonia e al benessere che possono emergere quando sentiamo di appartenere pienamente al cammino che stiamo vivendo.
Periodo
14 ottobre – 28 ottobre
Il Tempo di Wunjo ci accompagna nel cuore dell’autunno, quando il paesaggio naturale ha ormai assunto caratteristiche profondamente diverse da quelle che avevamo incontrato all’inizio del nostro viaggio runico, durante l’estate.

Le giornate continuano ad accorciarsi, molti alberi decidui mostrano i colori del cambiamento e la vegetazione attraversa processi che la preparano alla stagione invernale. Una parte importante del raccolto è stata completata e la natura procede verso una fase nella quale diventeranno sempre più evidenti la conservazione delle risorse, il riposo e la trasformazione.
Questo momento dell’anno ci offre un’immagine particolarmente interessante della gioia associata a Wunjo.
Dopo mesi di crescita e maturazione, possiamo osservare ciò che il ciclo ha prodotto e riconoscere il valore di quanto è stato attraversato. La gioia del raccolto nasce anche da questa consapevolezza: vedere il risultato di un processo al quale hanno partecipato molte forze, riconoscere ciò che è maturato e sentirsi parte del ritmo che ha reso possibile quella trasformazione.
È una gioia che porta con sé il senso della compiutezza.
Parola chiave
Armonia
Wunjo viene tradizionalmente associata alla gioia, ma per comprendere la qualità del Tempo che desideriamo esplorare possiamo avvicinarci anche al significato dell’armonia.
L’armonia nasce dalla relazione tra elementi differenti che trovano un modo di esistere insieme, contribuendo ciascuno alla formazione di un insieme più grande.
Possiamo riconoscerla nella musica, dove suoni diversi partecipano alla costruzione di una melodia, oppure in un ambiente naturale, dove molte forme di vita interagiscono attraverso relazioni complesse e continuamente mutevoli.
Anche nella nostra esperienza l’armonia può emergere quando riconosciamo una coerenza tra ciò che sentiamo, ciò che scegliamo e il modo in cui viviamo.
La gioia di Wunjo può essere letta proprio attraverso questa prospettiva: come il benessere che nasce dal riconoscere una relazione significativa tra noi stessi e il mondo al quale apparteniamo.
Il simbolo originario
Wunjo, rappresentata dal segno ᚹ, è l’ottava runa dell’antico Futhark e conclude il primo gruppo di otto segni, comunemente chiamato primo Ætt.
Il suo nome viene ricostruito a partire dalle antiche lingue germaniche ed è collegato al significato di gioia, piacere e benessere. Nella tradizione anglosassone troviamo la runa Wynn, associata alla felicità e alla prosperità della vita condivisa.
Il poema runico anglosassone collega questa runa a una condizione di benessere nella quale l’essere umano può godere di una vita favorevole, caratterizzata da prosperità e sicurezza.
Questa testimonianza ci permette di cogliere una dimensione interessante del suo significato: la gioia possiede anche un aspetto comunitario, perché il nostro benessere si sviluppa attraverso le condizioni della vita e le relazioni che ci circondano.
All’interno del calendario runico che stiamo seguendo, possiamo leggere Wunjo come la conclusione simbolica di un primo percorso evolutivo. Questa interpretazione appartiene alla nostra lettura contemporanea del Tempo Naturale e ci permette di osservare le otto rune come altrettante qualità che, attraverso la loro successione, raccontano la costruzione di un cammino.
La qualità del Tempo
Ci sono momenti della vita in cui sentiamo il desiderio di osservare ciò che abbiamo attraversato e riconoscere il significato delle esperienze che ci hanno condotti fino al presente.
A volte questa consapevolezza emerge dopo aver raggiunto un risultato, altre volte nasce semplicemente dal percepire che qualcosa dentro di noi ha trovato una maggiore coerenza. Possiamo accorgerci di avere costruito relazioni significative, di aver maturato una comprensione importante oppure di sentirci più vicini a ciò che riconosciamo come essenziale.
Il Tempo di Wunjo ci invita a rivolgere attenzione a questa forma di benessere, che nasce dal riconoscimento del valore di ciò che abbiamo vissuto.
La gioia può allora diventare una qualità da coltivare attraverso la presenza e la gratitudine, permettendoci di riconoscere ciò che già partecipa alla nostra vita.
Dopo Gebo, che ci ha mostrato il movimento del dare e del ricevere, Wunjo sembra accompagnarci verso una comprensione ulteriore: quando gli scambi diventano relazioni significative e ciascuno può partecipare attraverso ciò che è, nasce la possibilità di sperimentare un senso di appartenenza.
Possiamo così osservare l’armonia come una relazione viva, che si costruisce e si rinnova attraverso il contributo delle sue parti.
La Natura ce lo racconta così
Osservando un bosco autunnale possiamo incontrare un’immagine particolarmente evocativa di questa qualità del Tempo.
Gli alberi stanno attraversando trasformazioni differenti, alcune specie conservano ancora il fogliame mentre altre lo stanno perdendo, i funghi partecipano alla decomposizione della materia organica e molti animali modificano le proprie attività in relazione alle condizioni stagionali.
Ogni organismo segue il proprio ciclo e, attraverso le interazioni tra queste diverse forme di vita, il bosco continua a funzionare come un sistema complesso.
La sua armonia può essere osservata proprio nella capacità di queste relazioni di sostenere processi vitali, pur attraversando cambiamenti continui.
Anche la caduta delle foglie partecipa a questa storia. Durante la stagione vegetativa hanno contribuito alla fotosintesi, permettendo agli alberi di utilizzare l’energia della luce per produrre sostanze necessarie alla crescita. Con l’arrivo dell’autunno, molte di esse vengono progressivamente abbandonate e, una volta raggiunto il terreno, entrano nei processi di decomposizione che contribuiscono al riciclo dei nutrienti.
Ciò che ha sostenuto una fase del ciclo partecipa così alla preparazione di quella successiva.
Questa immagine ci permette di comprendere simbolicamente l’armonia come una qualità dinamica, nella quale ogni elemento partecipa secondo la propria natura e il proprio momento.
Forse possiamo riconoscere qualcosa di simile anche nei nostri cammini, quando impariamo a dare valore alle diverse esperienze e a osservare il modo in cui ciascuna ha contribuito alla nostra crescita.
Camminare con questa qualità del Tempo
Vivere consapevolmente il Tempo di Wunjo può diventare un’occasione per riconoscere ciò che, lungo il nostro percorso, ha generato gioia, benessere e un senso di appartenenza.
Possiamo ripensare alle esperienze che ci hanno permesso di sentirci pienamente presenti, alle relazioni nelle quali abbiamo sperimentato uno scambio autentico e alle scelte che hanno portato maggiore coerenza tra il nostro sentire e il nostro agire.
In questo passaggio possiamo anche osservare quali condizioni favoriscono la nostra armonia interiore e come possiamo contribuire a quella delle relazioni di cui facciamo parte.
La gioia diventa così una forma di riconoscimento, attraverso la quale possiamo dare valore a ciò che abbiamo costruito e comprendere quali esperienze desideriamo continuare a coltivare.
Wunjo ci accompagna verso una domanda che possiamo portare con noi durante questi giorni:
Che cosa, nel cammino che abbiamo attraversato, ci permette oggi di riconoscere la gioia di essere ciò che siamo e di appartenere alla vita?
Uno sguardo sul cammino
Con Wunjo raggiungiamo la conclusione del primo Ætt e possiamo finalmente osservare le otto rune come le tappe di un unico percorso.
Fehu ci ha consegnato una possibilità, Uruz le ha dato forza e Thurisaz ci ha accompagnati attraverso la prima soglia. Con Ansuz abbiamo trovato una voce, attraverso Raido abbiamo riconosciuto una direzione e con Kenaz abbiamo acceso la luce della comprensione. Gebo ci ha mostrato il valore dell’incontro e della reciprocità, mentre Wunjo ci invita ora a riconoscere l’armonia che può nascere da tutte queste esperienze.
Questo primo ciclo sembra raccontare il viaggio attraverso cui una possibilità iniziale trova progressivamente il proprio posto nella vita, fino a diventare parte di una rete più grande di relazioni.
Ma ogni compimento contiene anche il seme di un nuovo movimento.
Dopo Wunjo incontreremo Hagalaz, la prima runa del secondo Ætt, tradizionalmente associata alla grandine. Il nostro cammino entrerà così in una fase differente, nella quale osserveremo il significato delle forze naturali capaci di modificare le forme e trasformare gli equilibri raggiunti.
La Natura ci insegna che ogni ciclo attraversa momenti di crescita, maturazione e trasformazione, e che ciò che oggi riconosciamo come compiuto può diventare il punto di partenza di una nuova esperienza.
Con Wunjo possiamo allora concederci il tempo di riconoscere il valore della strada percorsa, accogliendo la gioia di ciò che ha trovato una forma e preparandoci ad ascoltare ciò che il Tempo ci racconterà attraverso il prossimo ciclo.
Perché forse l’armonia più profonda nasce proprio quando impariamo a riconoscere il nostro posto nel grande movimento della vita.
Queste ricerche nascono dall’osservazione
del Tempo Naturale, quel ritmo vivo che
attraversa sia noi che la Natura.
Nel libro “I Codici del Tempo Naturale”
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto,
compreso e vissuto nel quotidiano.
Per camminare insieme nel Tempo Naturale
c’è il Canale Telegram del Movimento dell’Essere Naturale
dove ogni giorno pubblico la qualità del Tempo diversi
approfondimenti.
Mentre se desiderate guardare un video, ne ho
da poco registrato uno dal titolo Cos’è la qualità del Tempo Naturale?
Buon Cammino con il Tempo Naturale
Barbara

