“Ogni cammino attraversa momenti nei quali gli equilibri raggiunti iniziano a trasformarsi. La Natura ci mostra che anche ciò che appare stabile appartiene a un movimento più grande, nel quale ogni cambiamento può aprire nuove possibilità di comprensione e di crescita.“
Il nostro viaggio attraverso l’antico linguaggio delle rune ha raggiunto una nuova soglia. Con Wunjo abbiamo concluso il primo Ætt, un ciclo di otto rune che ci ha accompagnati dalla nascita di una possibilità fino al riconoscimento dell’armonia, della gioia e del senso di appartenenza.
Abbiamo osservato come ogni cammino prenda forma attraverso esperienze differenti, incontrando la forza necessaria per crescere, le soglie da attraversare, la voce della comprensione, la direzione, la luce della conoscenza e il valore delle relazioni.
Ora, con Hagalaz, la nona runa dell’antico Futhark e la prima del secondo Ætt, il viaggio entra in una fase differente.
Ci troviamo davanti a una qualità del Tempo che parla di trasformazione, di cambiamenti che modificano gli equilibri raggiunti e di quella capacità della vita di riorganizzarsi quando le condizioni cambiano.
Hagalaz ci accompagna così verso un insegnamento particolarmente profondo: ogni equilibrio appartiene a un processo vivo e, proprio perché è vivo, continua a trasformarsi.
Periodo
29 ottobre – 12 novembre
Il Tempo di Hagalaz ci accompagna attraverso una fase dell’autunno nella quale le trasformazioni stagionali diventano sempre più evidenti.

Le giornate si accorciano, le temperature tendono progressivamente a diminuire e molti alberi decidui stanno completando il processo di perdita delle foglie. Il paesaggio cambia rapidamente e ciò che fino a poche settimane prima appariva ricco di colori e vitalità inizia ad assumere forme più essenziali.
Ci troviamo inoltre nei giorni che segnano simbolicamente il passaggio verso la parte più raccolta dell’anno, quando la Natura si prepara ad affrontare condizioni differenti da quelle della stagione della crescita.
In questo periodo possiamo osservare quanto il cambiamento appartenga al funzionamento stesso della vita. Ogni pianta, ogni animale e ogni organismo attraversa trasformazioni che permettono di rispondere alle condizioni dell’ambiente, seguendo ritmi e modalità differenti.
È proprio dentro questo movimento stagionale che incontriamo Hagalaz, la runa della grandine.
Parola chiave
Trasformazione
La trasformazione è un processo attraverso il quale qualcosa modifica la propria forma, la propria struttura oppure il proprio modo di funzionare.
A volte avviene lentamente, attraverso passaggi quasi impercettibili, mentre altre volte si manifesta attraverso eventi improvvisi che cambiano rapidamente le condizioni nelle quali ci troviamo.
Hagalaz ci invita a osservare soprattutto questa seconda dimensione, quella del cambiamento che arriva dall’esterno e modifica ciò che avevamo costruito.
Nella vita possiamo incontrare situazioni che richiedono di rivedere le nostre aspettative, modificare una direzione oppure trovare risorse che fino a quel momento erano rimaste inesplorate.
Attraverso queste esperienze possiamo scoprire che la capacità di trasformarsi appartiene alla vita stessa e che ogni nuovo equilibrio nasce dall’incontro tra ciò che siamo e le condizioni che attraversiamo.
Il simbolo originario
Il nome Hagalaz è collegato nelle antiche lingue germaniche alla grandine, un fenomeno atmosferico che rende particolarmente evidente la forza degli elementi naturali.
La grandine nasce all’interno di nubi temporalesche, dove le gocce d’acqua vengono trasportate da intense correnti ascendenti e possono congelare, accrescersi attraverso ulteriori strati di ghiaccio e infine cadere verso il suolo.
La sua manifestazione può essere improvvisa e, quando è particolarmente intensa, può modificare profondamente il paesaggio, danneggiare la vegetazione e interrompere processi di crescita.
Per le antiche comunità agricole, un fenomeno di questo tipo rappresentava una forza naturale capace di incidere direttamente sulla sopravvivenza e sul raccolto.
Anche nei poemi runici medievali la grandine compare come immagine legata alla forza del cielo e alla sua trasformazione in acqua.
All’interno del nostro percorso attraverso il Tempo Naturale, possiamo osservare Hagalaz come il simbolo di quelle forze che intervengono a modificare le forme esistenti e che ci invitano a comprendere il cambiamento come parte integrante dei cicli della vita.
La qualità del Tempo
Uno degli insegnamenti più profondi che possiamo raccogliere osservando la Natura riguarda la continua trasformazione degli equilibri.
Un bosco attraversa stagioni differenti, un corso d’acqua modifica lentamente il territorio che attraversa e ogni organismo risponde alle condizioni dell’ambiente attraverso processi di adattamento e cambiamento.
Anche nella nostra esperienza esistono momenti nei quali ciò che avevamo costruito incontra condizioni nuove.
Possiamo aver trovato una direzione, raggiunto un equilibrio oppure costruito qualcosa che sentiamo importante, e accorgerci improvvisamente che la vita ci sta chiedendo di modificare il modo in cui procediamo.
Hagalaz ci invita a osservare il rapporto che abbiamo con questi passaggi.
La trasformazione può portare con sé incertezza, disorientamento e il bisogno di ritrovare punti di riferimento. Allo stesso tempo, attraverso ciò che cambia, possiamo riconoscere aspetti della nostra esperienza che chiedono attenzione e scoprire possibilità che prima erano rimaste nascoste.
La qualità del Tempo che questa runa custodisce può quindi essere vissuta come un invito a sviluppare una relazione più consapevole con il cambiamento, imparando a riconoscere ciò che sta trasformandosi e ciò che può sostenerci durante il passaggio.
La Natura ce lo racconta così
La grandine ci offre un’immagine particolarmente interessante della trasformazione.
Nasce dall’acqua, attraversa un processo di congelamento e raggiunge il suolo sotto forma di ghiaccio. Quando le condizioni lo permettono, torna a sciogliersi e riprende a partecipare al ciclo dell’acqua.
In questo fenomeno possiamo osservare come una stessa sostanza attraversi forme differenti in relazione alle condizioni dell’ambiente.
La grandine possiede anche una forza capace di modificare ciò che incontra. Può spezzare rami, danneggiare foglie e frutti e alterare in pochi minuti un paesaggio che ha richiesto mesi per crescere.
Questa dimensione ci ricorda che la Natura comprende anche eventi intensi, imprevedibili e talvolta distruttivi, i cui effetti entrano successivamente nei processi di risposta e riorganizzazione degli ecosistemi.
Anche il bosco autunnale ci mostra qualcosa di simile attraverso un movimento più graduale.
Gli alberi decidui perdono le foglie, molti organismi modificano le proprie attività e il terreno accoglie una quantità crescente di materia organica che entrerà nei processi di decomposizione.
La vita continua attraverso forme e ritmi differenti.
Osservando questi processi possiamo riconoscere che la trasformazione appartiene a ogni ciclo naturale e che ciò che cambia entra in relazione con le condizioni che renderanno possibile la fase successiva.
Camminare con questa qualità del Tempo
Vivere consapevolmente il Tempo di Hagalaz può significare osservare il nostro rapporto con ciò che cambia.
Possiamo rivolgere attenzione alle situazioni nelle quali sentiamo che un equilibrio si sta modificando, alle esperienze che ci invitano a rivedere una scelta oppure ai momenti nei quali emerge il bisogno di trovare nuove modalità per affrontare ciò che stiamo vivendo.
La grandine ci ricorda che alcuni cambiamenti arrivano attraverso forze che appartengono a un movimento più grande della nostra volontà.
In questi passaggi possiamo coltivare la capacità di riconoscere ciò che sta accadendo, accogliere le emozioni che emergono e comprendere quali risorse possano aiutarci ad attraversare la trasformazione.
A volte il primo gesto consiste semplicemente nel concederci il tempo necessario per osservare il nuovo paesaggio, riconoscendo ciò che è rimasto, ciò che ha cambiato forma e ciò che richiede una cura differente.
Possiamo allora accompagnare questo passaggio con una domanda:
Che cosa sta cambiando nel nostro cammino e quale nuova possibilità di comprensione ci sta mostrando questa trasformazione?
Uno sguardo sul cammino
Con Hagalaz entriamo nel secondo Ætt, un nuovo ciclo di otto rune che ci accompagnerà attraverso qualità del Tempo differenti da quelle incontrate nella prima parte del viaggio.
Se il primo Ætt ci ha raccontato la nascita e la costruzione di un cammino, possiamo osservare il secondo come un percorso nel quale ciò che abbiamo costruito incontra le forze della trasformazione.
Dopo Hagalaz incontreremo Nauthiz, la runa tradizionalmente associata alla necessità e al bisogno.
Anche questa successione offre uno spunto di riflessione: quando le condizioni cambiano, emerge spesso con maggiore chiarezza ciò che è essenziale, ciò di cui abbiamo realmente bisogno e quali risorse possono sostenerci.
La Natura ci mostra continuamente questo movimento, attraverso il quale ogni forma di vita risponde alle condizioni che incontra e cerca nuove possibilità di equilibrio.
Con Hagalaz possiamo quindi iniziare questo secondo ciclo portando con noi la consapevolezza maturata attraverso il primo Ætt, riconoscendo che ogni esperienza ci prepara a incontrare nuove forme di trasformazione.
Perché il cammino continua a vivere proprio attraverso la capacità di attraversare il cambiamento e trovare, ogni volta, un nuovo modo di procedere.
Un nuovo cammino sta prendendo forma…
In questi mesi gli insegnamenti del Tempo Naturale hanno continuato a trasformarsi in nuovi progetti.
Dal libro I 13 Codici del Tempo Naturale è nato IN CAMMINO con i 13 CODICI del TEMPO NATURALE, un diario-agenda che ci accompagnerà per un intero anno, a partire dal solstizio d’inverno del 21 dicembre 2026.
Un invito a trasformare la conoscenza in esperienza, attraverso l’osservazione, la riflessione e la pratica quotidiana.
Il diario è disponibile in pre-ordine e presto vi racconterò più approfonditamente come è nato e come potremo utilizzarlo.
26 novembre, ore 18:30 – LaFilanda di Mendrisio: presentazione del libro I 13 Codici del Tempo Naturale.
Nei prossimi giorni condividerò anche una novità che mi sta particolarmente a cuore: la nascita della Scuola del Tempo Naturale, con un cammino condiviso che inizierà a gennaio.
Ogni cosa sta trovando il proprio Tempo per prendere forma.
Queste ricerche nascono dall’osservazione
del Tempo Naturale, quel ritmo vivo che
attraversa sia noi che la Natura.
Nel libro “I Codici del Tempo Naturale”
questo linguaggio prende forma,
per essere riconosciuto,
compreso e vissuto nel quotidiano.
Per camminare insieme nel Tempo Naturale
c’è il Canale Telegram del Movimento dell’Essere Naturale
dove ogni giorno pubblico la qualità del Tempo diversi
approfondimenti.
Mentre se desiderate guardare un video, ne ho
da poco registrato uno dal titolo Cos’è la qualità del Tempo Naturale?
Buon Cammino con il Tempo Naturale
Barbara

